Salve Amici Scrittori!
Eccomi qui con qualche informazione sul libro che ha vinto la seconda edizione del Premio l’Amaca.
Mi farebbe molto piacere se qualcuno di voi avesse il tempo e l’opportunità di assistere alla premiazione. In caso vi interessasse, potete prendere contatto con me scrivendomi una e mail. Ma adesso conosciamo meglio la vincitrice!
E’ una signora milanese, Angela Villa e il suo libro si intitola “Il filo rosso” pubblicato, mi verrebbe da dire “ovviamente”, da …Il Filo Editore!
Il premio, patrocinato dall’Ambasciata Italiana a Monaco, sarà consegnato nella sala conferenze dell’Auditorium Rainier III martedi 21 ottobre alle 18h30. La data è stata scelta in onore della settimana della lingua italiana all’estero, una iniziativa promossa dal Ministero degli Esteri nelle Ambasciate di tutto il mondo.
A presentare l’autrice è stato chiamato uno dei più geniali scrittori di “noir” italiani: Andrea G. Pinketts.
L’ingresso è gratuito e ad ogni partecipante sarà offerto un libro.
Luisella
Note biografiche sull’autrice:
Angela Villa è nata a Milano il 21 di aprile, sotto il segno del Toro.
Nel periodo della “Milano da bere” si è trovata sovente a contatto con il mondo dell’arte e ha potuto cogliere le sue mille sfaccettature, i suoi segreti e i personaggi affascinanti e discutibili che in quegli anni animavano il mercato.
Gli aneddoti raccontati nel libro sono ispirati a fatti realmente accaduti che l’autrice, acuta e curiosa osservatrice, ha raccolto da conversazioni durante le serate milanesi e romane. Alcune storie sono confidenziali, altre, conosciute, circolavano come pettegolezzi fra gli addetti ai lavori.
Incipit:
Non so a che altezza mi trovo.
Guardo il mio corpo steso sul marciapiedi e mi scopro a pensare come in ogni film, o cronaca televisiva di un incidente, i corpi dei precipitati dalle finestre o investiti in strada da una vettura assumono posizioni che, anziché sembrare tragiche, a me personalmente sono sempre parse assurde, al limite del ridicolo nella loro drammatica innaturalezza.
Il poveretto che ha avuto l’idea di gettarsi o di finire sotto ad una macchina, è di solito steso con una gamba piegata ad angolo sotto l’altra, le braccia aperte, gli abiti scomposti, i capelli, se è una donna, ricoprono in parte il viso, e dal cranio esce il sangue che si allarga in una pozza che diventa sempre più grande. Mi sono sempre chiesta perché sovente manchi una scarpa.
Quasi che il destino accomunasse i suicidi o i morti per incidente.
No, io sono diversa anche in questo.
Mi sono gettata sotto ad una macchina che arrivava veloce. L’urto è stato violento e mi ha scagliato a circa sette metri contro un lampione della luce colpendolo di schiena per cui quando sono ricaduta sull’anca sinistra il colpo sul marciapiedi è stato attutito. Adesso sto lì, praticamente abbracciata al rovescio al palo. Cadendo l’anca si è, credo, incrinata, perché mi fa male, le gambe hanno assunto una posizione parallela e i piedi si sono posizionati uno di fianco all’altro. La testa ha picchiato sul marciapiedi meno forte del previsto ma non c’è stata rottura delle ossa del cranio, quindi niente fuori uscita di sangue. Il berretto di lana, incredibilmente, è rimasto al suo posto e forse ha contribuito anche lui ad attutire il colpo. Solo la borsetta è ricaduta poco lontano. La vedo a qualche passo di distanza. Non si è aperta.
Vedo tutto da un’altezza che non so ben definire, 10 metri? Forse meno. Comunque sono ancora viva, e da quassù, quel leggero filo rosso che mi tiene ancora legata alla vita, mi fa vedere e sentire quello che succede intorno a me.
Andrea G. Pinketts:
è impossibile definire Andrea G. (= genio ) Pinketts.
Se non lo conoscete: www.pinketts.it